Quanti forse ci sono nella propria vita? Mai troppi, no?
E non considero i miei forse un freno, ma giusto attimo di riflessione, che ti portano a migliorare le azioni future.
Forse, se non mi lasciavo legare, stretta, con la corda ai polsi, bendata, finché mi filmava col suo cellulare era meglio.
Annotazione che apporterò nella mia virtuale agenda "i video me li devo far da sola". Così non devo poi richiedergli di mandarmeli, visto che come mio solito (sbadatamente), li ho cancellati.
Son fortunata che ho un buon rapporto con lui: dire amici è esagerazione, ma anche a distanza di mesi che non lo sentivo, è stato gentile e con premura me li ha rinviati.
Che poi abbia scambiato questa mia richiesta come modo per ricontattarlo, bhe, cavoli suoi. Da lui ciò che volevo ho preso.
Forse non sono tagliata al centopercento per fare la sottomessa, o forse sì.
C'ho sto dubbio che infastidisce il mio lavoro di oggi: son scostante e scortese con tutti.
Forse ci sto mettendo troppo tempo a sfondare il mio limite principale: inseguo da tempo una fantasia, mia, eppure mai messa in pratica. Non trovo nessuno che voglia condividere questo mio progetto: abbattere un mio tabù.
Forse sto troppo bene nella mia vita reale di tutti i giorni: fatta di bei momenti, tranquilli, dove ogni oggetto sta lontano dal mio corpo.
Forse è ora che cambi il mio nome, se solo facebook mi lasciasse farlo: non ha un solo motivo valido per esser pronunciato questo nome. Cosa che mi va stretta, non mi calza, proprio per nulla.
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